Il Sottoscritto xxxxxxxxxxxxxxxxx in proprio e nella qualità di titolare della ditta xxxxxxxx espone quanto segue: a) Il Sig. xxxxxxxxxxxxx era correntista della banca xxxxxxxxxxxx e, quale Agente di commercio, godeva di una linea di credito consistente in una apertura di credito per lire 10.000.000 e in un anticipo su crediti maturati (su fattura da incassare) fino ad un massimo di lire 40.000.000; b) Nel 2001, su insistente proposta del direttore di filiale, aveva ottenuto un mutuo ipotecario di lire 200.000.000, garantito da un immobile già di proprietà della sua famiglia, del quale aveva rilevato le quote dagli altri comproprietari ( madre e germani). c) Nel mese di dicembre 2001, il sig. xxxxxxxxxxxxxx, a transazione di una controversia, emetteva un assegno di € 15.494,00, tratto dal suo c/c della banca xxxxxxxxx a favore della banca-------------. d) Pur presentando il suddetto c/c un saldo attivo, il predetto assegno, presentato all’incasso, tornava insoluto, per cui la transazione conclusa non sortiva il suo effetto. e) In seguito, nonostante la operatività dei rapporti in c/c, la banca xxxxxxxxx ometteva di negoziare altri assegni in addebito, per cui al sig.xxxxxxxxxxx in data 02/03/02, veniva protestato un suo assegno di € 2.500,00. f) Soltanto con lettera del 10/03/02 la banca xxxxxxxxxx comunicava la sua volontà di recesso e riteneva risolti i rapporti di c/c, per cui i predetti comportamenti tenuti dalla banca risultavano illegittimi. g) Dopo le contestazioni del caso, di fronte ad ogni riscontro da parte della banca, l’istante procedeva ad una verifica più approfondita degli estratti conto, dalla quale emergeva un erroneo addebito di lire 6.690.000, riferito ad una fattura registrata dalla banca xxxxxxxx come anticipata in conto, mentre il relativo importo risultava interamente versato; da quanto innanzi, quindi, il c/c operativo presentava un saldo attivo che non giustificava l’elevato protesto. h) Richieste spiegazioni dei saldi contabili, sia dal sottoscritto, a mezzo lettera fax del 12/03/02 e lettera raccomandata a/r del 08/04/02, sia a mezzo studio legale officiato dal sottoscritto, con lettere raccomandate a/r del 06/05/02 e 30/05/02 la banca xxxxxxxxxxx non riteneva di dover procedere ad alcuna rettifica, per cui veniva adito il Giudice competente per l’accertamento dei suddetti errori contabili. i) Nelle more, la banca -----------------, intraprendeva un’azione esecutiva in danno del sottoscritto, al fine di ottenere il pagamento degli importi pretesi, visto il mancato esito della transazione. j) A seguito dei conti correnti, diveniva difficile rispettare le scadenze di pagamento delle rate di mutuo, mentre la presenza dei protesti e la segnalazione del nominativo alla centrale rischi e alla crif, hanno, di fatto, impedito, al sottoscritto, la prosecuzione della sua attività di agente di commercio, con ingenti danni sia patrimoniali che morali. k) In siffatte circostanze, infatti, lo stress accumulato determinava un aggravamento di alcune patologie per cui, nel 2004, il sottoscritto era sottoposto ad un intervento chirurgico alla _____, attualmente, gli sono state diagnosticate la ___________ e __________. l) Nel frattempo, la banca xxxxxxxxxx chiedeva, ovviamente, l’immediato pagamento delle rate di mutuo scadute e da scadere. m) Ogni proposta transattiva del sottoscritto non ha avuto riscontro, né hanno avuto riscontro gli appelli rivolti agli uffici preposti al fine di predisporre un piano di rientro del debito tale da poter essere accollato dal sottoscritto il quale chiede, altresì, di essere messo in condizione di poter lavorare per poter pagare il debito residuo, previa compensazione dei suoi crediti. n) Nelle more, i crediti della banca xxxxxxxxx sono stati ceduti alla XXXXXXXXXXX che, applicando le rigide regole del mercato finanziario, mira, sostanzialmente, a realizzare la vendita forzata dell’immobile in garanzia, nel quale vivono, attualmente, l’anziana madre del sottoscritto (ottantasettenne, cieca e invalida civile) e una sorella disabile. La mancanza di un reddito e l’impossibilità di accedere al credito bancario, in uno alla mancanza di disponibilità familiari, rendono la descritta situazione DISPERATA, a meno che non intervenga un elemento esterno capace di interrompere il circolo vizioso creatosi.
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